Idrolato vs. Macerato – la storia di due magie vegetali
Quante volte hai sentito parlare di idrolato e macerato, senza però essere sicura di cosa fosse l'uno e cosa l'altro?
Alcuni pensano che siano la stessa cosa, altri pensano che le piante si cuociano nell'acqua, altri ancora che sia qualcosa di molto complicato.
E la verità è molto più bella, semplice e logica, ma anche un po' magica.
Come nasce l'idrolato
Un esempio...
I fiori di lavanda appena raccolti vengono messi in una grande caldaia di rame o acciaio inox.
La caldaia è divisa in due parti: sotto l'acqua, sopra di essa il materiale vegetale in una camera separata.
L'acqua si riscalda e inizia a bollire.
Dall'acqua in ebollizione si alza il vapore. Questo vapore attraversa i fiori di lavanda e lungo il percorso “raccoglie” con sé tutte le molecole volatili, profumate e benefiche.
Ma la storia non finisce qui.
Il vapore, pieno di profumo ed energia della pianta, va in un tubo a spirale, il cosiddetto condensatore.
E questo tubo a spirale è immerso in acqua fredda o circondato da un sistema di raffreddamento.
È proprio qui che avviene la magia: il vapore si raffredda e si trasforma di nuovo in liquido.
Alla fine della spirale, goccia dopo goccia, nel recipiente inizia a colare il distillato.
In questo liquido otteniamo due componenti:
olio essenziale – leggero e oleoso, si raccoglie in alto
idrolato – acqua aromatica, si raccoglie in basso
Ed è proprio di questo che parlo, l'idrolato non è “acqua comune” né un sottoprodotto, ma una vera essenza vegetale disciolta nell'acqua. Delicato, sicuro e ricco di piccoli composti solubili che l'olio essenziale non contiene.
Per questo puoi usarlo senza timore: direttamente sulla pelle, sui capelli, sul cuscino, e persino sui bambini e i neonati. L'idrolato è, in realtà, la forma più delicata di aromaterapia.
Come nasce il macerato
Ora passiamo al macerato, una storia completamente diversa.
Immagina un barattolo pieno di fiori di calendula freschi o essiccati. Li ricopri con un olio vegetale di qualità, diciamo d'oliva o di mandorle. Chiudi il barattolo e mettilo in un luogo caldo.
I giorni passano e la pianta cede lentamente i suoi pigmenti, le vitamine e i composti grassi all'olio. L'olio, che era anonimo e comune, cambia colore, profumo e diventa vivo.
Dopo alcune settimane, lo filtri ed eccolo, ta-daaaa, il macerato: olio arricchito dalla forza della pianta.
I macerati si usano nelle creme, nei balsami, negli oli da massaggio o semplicemente da soli, direttamente sulla pelle.
Nutrono, rigenerano e proteggono la pelle e tutto questo grazie alla pianta che è “rimasta a riposo” nell'olio per mesi.
Idrolato vs. Macerato – la storia dell'acqua e dell'olio
Ora che conosci i processi, è facile distinguerli:
L'idrolato nasce attraverso il vapore, la distillazione e il raffreddamento nel tubo a spirale.
Il macerato nasce attraverso il paziente ammollo della pianta nell'olio.
Uno dà un'acqua leggera e aromatica.
L'altro dà un olio ricco e nutriente.
Uno rinfresca e lenisce.
L'altro cura e nutre.
La cosa più bella è che si completano a vicenda: spruzzi il viso con l'idrolato, poi sulla pelle ancora umida applichi qualche goccia di macerato. Risultato? La pelle riceve sia idratazione che nutrimento, un duetto naturale che difficilmente una qualsiasi cosmetica industriale può superare.
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L'idrolato è l'anima della pianta catturata nell'acqua, grazie al vapore e al tubo a spirale immerso nell'acqua fredda.
Il macerato è la forza della pianta trasferita nell'olio, grazie al tempo e alla pazienza.
Due processi diversi, due texture diverse, ma entrambi semplici e geniali.
E quando li conosciamo, allora sappiamo anche usarli, ciascuno per lo scopo giusto, con ancora più amore e rispetto per la natura.
Cimentati almeno nella macerazione, può farlo chiunque.
Non devi comprare proprio tutto, c'è un piacere speciale nel preparare qualcosa di tuo ;)